Cronache dalla zona rossa, giorno 16: 23/03/2020

Tra le persone di cui sento maggiormente la mancanza sono sicuramente i miei genitori.
Venerdì sono passato da loro perché mia mamma mi aveva chiesto qualche giornale da leggere per passare il tempo.
Rimanere sul cancello e loro sul portone è stato straziante. 3 metri di bruciante dolore.
Vincere la voglia di abbracciarli difficilissimo.
In quella situazione così paradossale ho resistito pochissimi minuti.
Erano più di 20 giorni che non li vedevo, certamente ci sentiamo quotidianamente ma, vederli, è tutta un’altra cosa.
Vederli e non poterli stringere e baciare una ferita, un vuoto allo stomaco.
Sono anziani, abbiamo valutato che fosse mia sorella a far loro la spesa ed intervenire in caso di bisogno.
Gli ho portato le riviste perché, mia mamma, non riesce più a guardare la televisione che parla tutto il giorno di Coronavirus, e per la tensione e la paura che le trasmette, non riesce a dormire.
Penso alle loro giornate senza la compagnia della tivù.
Penso alla pazienza e dolcezza di mio babbo.
Penso al carattere focoso di mia mamma, così simile al mio.
Penso a quando, dopo cena, giocano a carte.
Penso a quando giocano a carte e alla reazione di mia mamma quando perde.
Penso a mia mamma quando tirava la sfoglia.
Penso a mio babbo che tira la sfoglia sotto l’attenta direzione della mamma, l’azdora, perché lei non ce la fa più.
Penso a quando, sfruttando le belle giornate di sole si siedono sul terrazzo e guardano il porto.
Penso a quando guardano il porto ma mancano le persone che passeggiano.
Penso a mio babbo quando ancora andava a giocare a bocce con gli amici.
Penso a loro che, finalmente, dopo 2 settimane, hanno imparato ad usare le videochiamate.
Penso a mia mamma che non si può più arrabbiare se c’è un errore nella spesa.
Penso all’amore dei miei genitori verso i loro 4,5 nipoti.
Penso ai miei genitori quando gli abbiamo presentato Mamadou come l’hanno subito accettato come uno della famiglia.
Penso ai miei genitori anziani, a tutti i nostri genitori anziani, che ritenevano di aver visto abbastanza con la guerra.
Penso…
Penso a quando tutto questo sarà finalmente finito e potremo di nuovo abbracciarci, baciarci e, con mia mamma, tornare amorevolmente a litigare!

Saluti alle mamme e ai babbi, dalla zona rossa