𝗖𝗿𝗼𝗻𝗮𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗮, 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟲𝟲: 𝟭𝟮/𝟬𝟱/𝟮𝟬𝟮𝟬
Lo shock da Covid-19 ha un grave impatto sul capitale economico (drastica riduzione della capacità produttiva, accelerata dalla caduta degli investimenti, e quindi dell’accumulazione di capitale; caduta della ricchezza attuale e prospettica), sul capitale umano (la disoccupazione e la sottoccupazione riducono le conoscenze degli individui; il lockdown ha un impatto negativo sulle attività formative nei confronti dei giovani, degli adulti e dei lavoratori) e sul capitale sociale (riduzione delle interazioni; difficoltà operative per il Terzo Settore). D’altra parte gli effetti sul capitale naturale, positivi nella fase di blocco delle attività socio-economiche, possono diventare negativi nella ripartenza, qualora non si adottino misure per lo smaltimento corretto di dispositivi di protezione individuali come mascherine e guanti, per ridurre l’uso di plastica monouso nelle attività di ristorazione, per evitare il ricorso generalizzato ai mezzi di trasporto privati e per evitare l’abbandono dei programmi di transizione ecologica e di decarbonizzazione.
Oggi voglio porre l’attenzione sul capitale umano più fragile: i poveri. Il rischio che le persone più in difficoltà non vengano accolte nei loro bisogni è veramente molto alto.
Per questo motivo rilancio l’appello di Caritas Italiana:
Caritas Italiana ha auspicato sin dall’inizio la necessità di introdurre, in questa fase così delicata per il nostro paese, il Reddito di Emergenza (Rem) per non lasciare indietro nessuno, garantendo e tutelando tutti, quindi ogni persona, a partire da quelle più fragili e più deboli. Nella consapevolezza che, come ci ha ricordato Papa Francesco:
“Il conto più pesante della pandemia lo pagano i poveri”
Occorre dunque una misura straordinaria, a tempo, costruita per raggiungere, nel modo più semplice e rapido possibile, chiunque sia in difficoltà e non riceva altri interventi pubblici. A rafforzare la convinzione che una misura così disegnata sia urgente e importante sono le situazioni di bisogno che le Caritas intercettano quotidianamente sui territori da quando l’emergenza Covid-19 è esplosa: l’aumento considerevole di nuove famiglie e persone che si rivolgono ai nostri centri e servizi, condizioni di vulnerabilità che rischiano di far scivolare in povertà altre centinaia di migliaia di persone, se non si interverrà tempestivamente.
Caritas Italiana si fa pertanto voce delle 218 Caritas diocesane che vivono con trepidazione l’attesa del nuovo Decreto governativo, che conterrà le indicazioni in materia di Rem. Esprime la propria preoccupazione sulle effettive caratteristiche che assumerà la misura in via di elaborazione, auspicando che vada nella giusta direzione. In ogni caso, come già fatto in passato, Caritas Italiana assicura la propria disponibilità a una piena collaborazione nei territori affinché l’attuazione del Rem si realizzi nel modo migliore possibile.
La richiesta è che il Governo non risparmi sui più deboli e approvi subito un Reddito di emergenza equo, dignitoso e accessibile.
Per questo motivo il Rem, sostegno da erogare in via eccezionale per un tempo definito, deve essere fornito nel modo più rapido possibile e raggiungere il maggior numero possibile di persone in difficoltà che non siano coperte da altre misure di sostegno, persone che già prima dell’emergenza vivevano in situazioni drammatiche. Questi due obiettivi si traducono nella possibilità per le persone di richiedere il Rem attraverso domande semplificate, prevedendo modalità di erogazione molto più rapide rispetto alle prassi abituali. Per raggiungere tutti i potenziali beneficiari è inevitabile, durante l’emergenza, accettare un numero di irregolarità superiore rispetto alle situazioni ordinarie, così come essere disponibili ad investire la spesa pubblica necessaria a coprire chiunque abbia bisogno. È ciò che suggerisce la prassi internazionale in condizioni di emergenza.
L’opportunità del Reddito di Emergenza non va sprecata.
Saluti pieni di attenzione verso i più deboli, dalla zona rossa in Fase 2
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