𝗖𝗿𝗼𝗻𝗮𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗮, 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟲𝟱: 𝟭𝟭/𝟬𝟱/𝟮𝟬𝟮𝟬

La vita sembra riprendere con tante perplessità, dubbi e… tanta, tanta speranza.
La quotidianità certamente non sarà quella che conoscevamo.
Le regole della riapertura non sono così chiare quanto, viceversa, è chiara la voglia di tornare a vivere.
Oggi alcune delle persone che in questi mesi hanno condiviso con noi il servizio in Caritas riprenderanno a lavorare mentre nuovi volontari inizieranno la loro esperienza.
Chi finisce, chi inizia.
Immagino la gioia e le preoccupazioni che accompagnerà queste prime giornate in Caritas.
Immagino gli occhi spauriti per il nuovo ambiente, per le preoccupazioni legate al Covid-19, soddisfatti dalla consapevolezza che si sta offrendo il proprio contributo.
Immagino la fatica delle prime volte che dovranno affrontare il Giro Nonni non conoscendo le strade.
Immagino l’imbarazzo di trovarsi insieme ad altre persone che non si conoscono ma che, anche loro, hanno scelto il servizio alle persone fragili.
Immagino la soddisfazione quando si renderanno conto che servire è molto facile, basta aprire il cuore e la mente e donare quello che si è capaci.
Immagino come, inconsapevolmente, la vita silenziosamente cambi grazie a queste nuove relazioni… Sono certo che, chi riprenderà il lavoro, continuerà a portate un po’ di Caritas con sé.
Immagino quando, finalmente, nuovi e vecchi volontari si potranno incontrare, abbracciare, danzare alla vita, al ciclo della vita.
Queste è la vita, ci sono momenti in cui siamo chiamati a dare, momenti in cui riceviamo. L’importante è saper vivere con pienezza, con intensità, sapendo godere della linfa con cui la vita stessa ci nutre.
E… non dobbiamo mai dimenticarci di essere riconoscenti e grati, anche se a volte è faticosa, ricordandoci che il nostro futuro è insieme.

Saluti, riconoscenti e pieni di vita, dalla zona rossa in Fase 2