𝗖𝗿𝗼𝗻𝗮𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗮, 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟳𝟭: 𝟭𝟳/𝟬𝟱/𝟮𝟬𝟮𝟬
La storia è ciclica e discontinua. Guerre, epidemie, momenti di turbolenze, si alternano ciclicamente a momenti di stabilità.
L’umanità, di volta in volta, ha saputo reagire alle catastrofi sapendo dimostrare come il genere umano abbia una grandissima capacità di risorgere dopo una catastrofe.
Siamo un popolo di formiche e, peggio vanno le cose, più rapidamente la nostra società sa riprendersi.
Lo stiamo facendo anche oggi anche se dobbiamo ancora compiere un passo molto importante: liberarci dal condizionamento di messaggi catastrofici. Abbiamo bisogno di cambiare lo sguardo, dobbiamo guardare l’orizzonte con speranza e responsabilità, con fiducia e consapevolezza.
Certamente i numeri non sono dalla nostra parte.
Il rapporto Istat appena pubblicato, sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile 2020 indica un rischio povertà elevatissimo:
– 16,4 milioni di italiani (27,3%) sul filo dell’esclusione sociale
– Quasi un italiano su tre è a rischio povertà
– Il 6,5% delle famiglie è in povertà assoluta
– I poveri sono sempre più poveri.
Uno degli insegnamenti che dobbiamo acquisire della storia è quello di guardare alle cose in prospettiva.
Se nel 1945 qualcuno avesse detto “vediamo a che punto è il Pil”, si sarebbero tutti paralizzati dalla paura, si sono, invece, rimboccati le maniche e si sono rimessi a lavorare perché non ci vuole molto per ritrovare il benessere mentre, il più delle volte, siamo portati a pensare che un’incidenza dello 0,1% faccia andare tutto male.
Tutto cambia continuamente, ma da sempre tutte le epidemie hanno scatenato trasformazioni profonde nella società.
È nostra responsabilità – l’ho affermato parecchie volte in questo periodo –, è responsabilità di ciascuno di noi, essere il protagonista del cambiamento che vorremmo.
Se l’emergenza sanitaria ci ha scoperto fragili e impreparati, ci ha insegnato che solo insieme possiamo venirne fuori.
È compito di ciascuno di noi l’essere promotore di questo “insieme”… solo insieme possiamo incamminarci verso un futuro di tutti e per tutti.
Saluti con uno sguardo al passato e il cuore nel futuro, dalla zona rossa in Fase 2