𝗖𝗿𝗼𝗻𝗮𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗮, 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟲𝟮: 𝟬𝟴/𝟬𝟱/𝟮𝟬𝟮𝟬
Tra le tante donazioni di questo periodo, ne voglio raccontare una, certamente economicamente tra quelle meno rilevante.
Mancano pochi giorni a Pasqua ricevo una telefonata, la voce è molto giovane, un po’ imbarazzata, mi dice che ha ricevuto in regalo degli Smarties che per lei, che aveva già ricevuto uova di cioccolato, non erano necessari e che, anche se pochi per le nostre esigenze, avrebbe avuto piacere di regalarceli per i bambini che non ne avevano.
Non vi nascondo che, prima di pronunciare il mio grazie, sono rimasto muto per lo stupore, la gioia, l’importanza di quel gesto.
In pochi attimi ho pensato a come sarebbe più giusto questo mondo se, semplicemente, sapessimo rinunciare al superfluo… ho pensato anche al Vangelo di Marco dove ci viene raccontato come “venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. … tutto quanto aveva per vivere”.
Nel mondo, nel nostro mondo, 1 miliardo di persone (1 persona su 8) vive in baraccopoli malsane, insicure e socialmente violente.
Nel mondo, nel nostro mondo, vi sono 175 milioni di adulti disoccupati (per lo più giovani) e 850 milioni di lavoratori poveri (che guadagnano meno di 2 dollari al giorno).
Nel mondo, nel nostro mondo, la disuguaglianza e la negazione dei diritti umani per miliardi di persone sono il prodotto della nostra società, del nostro sistema economico.
Nel mondo, nel nostro mondo, la disuguaglianza e la negazione dei diritti umani, sono il fallimento del sistema che abbiamo creato, della sua “crescita economica”, del suo “sviluppo umano”, della sua logica di guerra.
Secondo il SIPRI (Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma), nel 2019 i governi del mondo hanno speso più di 1,9 trilioni di dollari per gli armamenti (38% dei quali sono stati spesi dai soli Stati Uniti), più di 5 miliardi di dollari al giorno. Per attaccare, uccidere, diventare più forti, non salvare vite umane, non salvaguardare l’ambiente, non proteggere la terra…
Nessuno nasce povero per destino o per caso.
Più del 90% dell’umanità si deve accontentare di meno del 10% dei beni del mondo perché l’economia dominante, governata dai principi della società capitalistica, ha mercificato, privatizzato, deregolamentato, liberalizzato, finanziarizzato ogni forma di vita materiale e immateriale a vantaggio dei più forti, dei conquistatori, dei guerrieri dominanti, mentre la vita e il vivere in dignità, libertà e giustizia devono appartenere a tutti.
Il mondo deve cambiare. Noi dobbiamo cambiare. Io devo cambiare.
Dobbiamo cambiare il sistema ora, dalle radici e, per farlo dobbiamo iniziare da noi stessi.
La vedova del Vangelo non dà, come gli altri, briciole di ciò che possiede; non dà l’offerta senza che ne consegua per lei una sofferenza; non offre denaro di cui non ha affatto bisogno, perché ne ha tanto in più: no, questa donna si spoglia di ciò che le era necessario per vivere, di tutto ciò che aveva, non di una sua porzione minima.
Noi, non dobbiamo fare come la vedova, basterebbe che sapessimo rinunciare al superfluo che, come quella ragazzina sapessimo donare quello che per noi sarebbe un’eccedenza.
Se tutti facessimo piccoli sacrifici per condividerne con chi non ne ha, potremmo veramente cambiare il mondo.
Meno Smarties, più umanità!
Saluti, condivisi con qualche rinuncia e tanta gioia e umanità, dalla zona rossa in Fase 2